

introduzione
I frattali sono figure geometriche caratterizzate dal ripetersi sino all'infinito di uno stesso motivo su scala sempre più ridotta.
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Questa è la definizione più
intuitiva che si possa dare di figure che in natura si presentano con una
frequenza impressionante ma che non hanno ancora una definizione matematica
precisa: l'atteggiamento corrente è quello di considerare frattale un insieme
F che abbia proprietà simili alle quattro elencate qui di seguito:
1) Autosimilarità: F è unione di un numero di parti che, ingrandite
di un certo fattore, riproducono tutto F; in altri termini F è unione di
copie di se stesso a scale differenti.
2) Struttura fine: F rivela dettagli ad ogni ingrandimento.
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3) Irregolarità: F non si può
descrivere come luogo di punti che soddisfano semplici condizioni geometriche
o analitiche. (la funzione è ricorsiva: F = {Z | Z = f(f(f(...)))}
4) Dimensioni di autosimilarità > della dimensione topologica
La caratteristica di queste figure, caratteristica dalla quale deriva il loro
nome, è che, sebbene esse possano essere rappresentate (se non si pretende di
rappresentare infinite iterazioni, cioè trasformazioni per le quali si
conserva il particolare motivo geometrico) in uno spazio convenzionale a due o
tre dimensioni, la loro dimensione non è intera. In effetti la lunghezza di
un frattale "piano" non può essere misurata definitamene, ma
dipende strettamente dal numero di iterazioni al quale si sottopone la figura
iniziale.
Questa immagine mostra l'insieme di Mandelbrot ottenuta con un numero crescente di iterazioni massime: come si può notare, la precisione del disegno dei confini diventa sempre più accurata.
