La produzione di energia:

Il problema energetico.


La nostra società, soprattutto al nord nei paesi più industrializzati è profondamente dipendente dall' energia.
Secondo uno studio dell' ENI nel 2003 nell' europa dell' ovest il consumo pro-capite annuo di petrolio è 11,43 barili, nei paesi asiatici industrializzati(per esempio il giappone) è 16,48 barili, in medio oriente è 10,78 barili , in nord america è 25,40 barili , mentre in africa è 1,30 barili, nei paesi asiatici non industrializzati come l'india è 1,28 barili , in sud america 4,58 barili.
La media mondiale del consumo procapite annuo è 4,67 barili
Se dovesse un giorno mancare l'energia elettrica e il petrolio diventerebbe impossibile vivere nelle città, e provvedere anche ai bisogni minimi per tutti.
La produzione di energia attuale dipende in gran parte dal petrolio e il petrolio non è inesauribile.
Le attuali riserve di petrolio in tutto il mondo sono 1.100.047 milioni di barili (261.900 milioni di barili in Arabia Saudita, 125.800 milioni di barili in Iran, 115.000 milioni di barili in Irak ecc..) , il consumo attuale è in media 78.464.000 barili al giorno in tutto il mondo ( di cui 20.345.000 solo negli stati uniti, 61.162.000 nei venti paesi più consumatori e 17.302.000 nel resto del mondo)
Dividendo la quantità di riserva mondiale ( 1.100.047.000.000 barili ) per il consumo giornaliero ( 78.464.000 barili) si ottiene il numero di giorni in cui sarà ancora disponibile il consumo di petrolio ovverosia 14.019 (38 anni).
Non si può stimare esattamente quanti anni dureranno le risorse attuali di petrolio in base al consumo, sicuramente saranno scoperti nuovi giacimenti e il consumo potrebbe aumentare e diminuire, per ora comunque aumenta sempre di più.
Il consumo giornaliero mondiale nel 1992 era 67 milioni di barili mentre nel 2003 era 78 milioni di barili, le riserve mondiali nel 1992 erano di 952.954 milioni di barili e nel 2003 erano 1.100.047 milioni di barili.
Dati da ENI
Potrebbe comunque succedere che tra 80 anni o prima il petrolio cominci a scarseggiare molto, e il lavoro da fare per convertire tutto il funzionamento della società industrializzata ad un'altra forma energetica è molto grande.
http://www.disinformazione.it/petrolio2.htm ( Petrolio. E poi? - Di Maurizio Blondet - «Avvenire» 4 marzo 2004 )

Considerando poi il fatto che l'attuale classe dirigente guarda solo al problema energetico in termini di profitto, speculazione e potere è chiaro che il problema non è solo riuscire a compiere il lavoro enorme di convertire la produzione di energia ma anche quello di riuscire a portare alla luce il problema e di cercare di farlo affrontare in maniera saggia e razionale.
Per ora la classe dirigente continua a propagandare attraverso i mass media lo spreco totale delle risorse:
Si pubblicizzano macchine come status symbol mentre nelle città si rimane bloccati per ore negli ingorghi, tutti i prodotti che passano attraverso produzioni industriali inquinanti e consumanti sono i più pubblicizzati, sembra quasi che il livello di civiltà di un individuo venga misurato in base al consumo.
Il risultato è che in Europa e in America si consuma una gran parte dell' energia disponibile nel mondo, il consumo è ancora in crescita e lentamente si diffonde.
Gli speculatori cercano di far crescere il prezzo del petrolio organizzando conflitti neo-coloniali nei paesi produttori e poi lo rivendono ad una società che ne è profondamente dipendente a prezzi maggiorati.
Alcune delle multinazionali che oggi "lavorano" in Irak:
--> TOTAL-FINA-ELF (Francia e Belgio): Secondo «Le Monde Diplomatique» la Total sembra orientata ad agevolare uomini di governo e regimi oppressivi per ottenere favori (finanziamento armi in Congo, sostegno finanziario al regime militare in Birmania). Attualmente è in corso un boicottaggio indetto da «Burma Action Group» per la sua presenza in Birmania, un paese governato da uno dei regimi più oppressivi del mondo.
Fatturato: 94.000.000.000 di dollari (fonte «Fortune»)
--> ROYAL DUTCH SHELL GROUP: (Inghilterra e Germania)
L’anglo-tedesca Shell, è l’ottava multinazionale al mondo per fatturato e terzo impero petrolifero al mondo.
La sua politica ambientale è, senza forse, tra le più criticate dalla comunità internazionale.
Nel 1993 il gruppo Shell possedeva filiali in Brasile, Colombia, Egitto, El Salvador, Guatemala, Honduras, India, Indonesia, Iran, Kenya, Liberia, Mali, Messico, Marocco, Papua Nuova Guinea, Perù, Filippine, Senegal, Siria, Turchia, Uganda.
Salari e condizioni di lavoro: Nel 1991 la Shell violava il codice di condotta della Comunità Europea pagando i lavoratori meno del salario minimo.
La Shell assieme alla Dow Chemical, avevano sviluppato e prodotto il pesticida DBCP, che è proibito negli U.S.A. e che ha causato la sterilità nei lavoratori delle piantagioni di banane.
La Shell è coinvolta nella produzione di tessuti da mimetizzazione tramite Don & Low, e solventi, resine e altri prodotti con la Shell Chemicals. Inoltre fornisce carburante alla marina ed alle forze aeree.
Fatturato: 135.000.000.000 di dollari (fonte «Fortune»)
Vedi:
http://www.disinformazione.it/petrolioiracheno.htm ( La battaglia per il petrolio iracheno. I loschi traffici delle corporazioni statunitensi a partire dalla Prima Guerra Mondiale - di Richard Becker tratto da Nexus nr.42 (gennaio-febbraio 2003))
http://www.disinformazione.it/guerrepetrolio.htm (Le guerre del petrolio - di Michael T. Klare da TomDispatch – tratto da www.nuovimondimedia.com)
http://www.disinformazione.it/banche.htm (Gruppi petroliferi che oggi "lavorano" in Iraq )
http://www.disinformazione.it/stopesso.htm ( Perché ESSO - tratto da www.stopesso.com - traduzione di Bruno Stella )
http://www.disinformazione.it/africaepetrolio.htm ( L'Africa taglieggiata dai signori del petrolio - Un cinico sistema di corruzione, spreco e sfruttamento inchioda molti Paesi alla miseria - di Romanello Cantini - tratto da «Avvenire» 26 ottobre 2003)
L' Irak per esempio prima dell'invasione americana e della guerra nel golfo forniva il petrolio a prezzi molto più bassi rispetto ad adesso. In alcuni paesi produttori di petrolio africani delle multinazionali corrompono i governi e i militari per fare salire la tensione nel paese e speculare sull' estrazione del petrolio e consolidare il proprio potere.
Quasi sempre le multinazionali arrivano nei paesi produttori di petrolio nel terzo mondo e prendono possesso dei pozzi senza versare alcun contributo e sfruttando le popolazioni locali e inquinando senza alcuna coscenza le terre circostanti.
Per esempio in Nigeria, uno dei primi paesi produttori al mondo di petrolio, dove il reddito medio è di circa 330 dollari annui, dove le multinazionali che sfruttano i giacimenti hanno inquinato fiumi e terre che erano fondamentali per la popolazione locale, e in seguito alle proteste hanno inviato l'esercito nigeriano che ha ucciso, imprigionato e torturato persone innocenti.
Situazioni simili avvengono in molti paesi del terzo mondo.
http://www.disinformazione.it/Total.htm (Schiavitù: in Birmania la Total usa il lavoro forzato Tratto da l'Unità On-line 21/10/2002 )
Se la gestione del petrolio fosse realmente in mano alle popolazioni locali sicuramente il petrolio costerebbe molto meno e ci sarebbe una situazione politica molto più stabile intorno al problema rispetto ad adesso, oltre a riparare una situazione di sfruttamento e ingiustizia.
Naturalmente sul telegiornale questo non viene detto, in Irak la guerra era dovuta alla ricerca delle armi di distruzione di massa (che poi non sono state trovate) e in Africa ci sono conflitti etnici, oppure il telegiornale non parla del tutto delle guerre e dello sfruttamento e repressione in corso.
La politica dei governi, primo quello americano, crea tensione intorno al problema energetico per fare crescere i prezzi, speculare e consolidare il potere delle proprie multinazionali.
L' aumento del prezzo non fa scendere il consumo, i prezzi continuano a salire e il consumo pure, perchè nel frattempo nel primo mondo ognuno è costretto ad andare a lavorare lontanissimo, intere zone o quartieri sono sprovvisti di ogni fonte di guadagno, divertimento e socialità, e così ogni mattina e ogni sera c'è l'esodo dei lavoratori e ogni sabato e domenica c'è l'esodo della gente alla ricerca di divertimento e socialità.
Cercare di usare i mezzi pubblici vuol dire spendere soldi per i biglietti e dovere stare pressati per due ore la mattina e due ore la sera dopo avere lavorato otto ore, 8+2+2=12 ore al giorno di stress, con la macchina la situazione cambia poco, costa di più ma fa risparmiare tempo.
Questo fa parte della politica nel primo mondo sul problema energetico, si rende la gente dipendente dal petrolio così che i prezzi salgono e le speculazioni aumentano.
Non tutta la classe politica e degli industriali condivide queste scelte, e alcuni politici cercano di trovare buone soluzioni e di favorire la sperimentazione di forme di energia alternativa.
Un altro problema non secondario è l'inquinamento: in città alcuni giorni si blocca completamente la circolazione delle automobili perchè il grado di inquinamento è pericoloso.
La benzina (derivato del petrolio) inquina l'aria con scarichi tossici che sono anche causa in molti casi di varie malattie gravi.
La produzione industriale e gli scarichi delle città inquinano interi fiumi e coste, tanto che diventa pericoloso bagnarsi, adesso si sta prendendo qualche provvedimento ma il problema rimane grave.
http://www.ennioporrino.rdn.it/Internet/Lavorialunni/1998-99/Inquinamento/Inquinamentodacombustibili%20fossili.html
In conclusione l'attuale politica per l'energia dei governi è instabile, limitata nel tempo, favorisce le speculazioni e lo spreco, è basata sullo sfruttamento e noncurante del problema dell' inquinamento.

La soluzione al problema energetico:


Il risparmio:
Il risparmio di energia è una grossa soluzione, soprattutto nel periodo di transizione verso l'utilizzo di forme nuove di energia.
Si potrebbe pensare che il risparmio porta qualche sacrificio e peggiora la qualità della vita, invece potrebbe addirittura migliorarla.
Per esempio tutti i lavori del terziario (impiegati e lavori intellettuali in genere) potrebbero essere informatizzati, la gente potrebbe tranquillamente lavorare da casa con un computer, internet e una chat, un consumo minimo di energia(molto inferiore a quello per muovere una macchina da casa al posto di lavoro e utilizzare un ufficio e tutte le sue macchine) . questo sarebbe un risparmio economico anche per gli imprenditori che gestiscono la società che non dovrebbero più possedere un ufficio ma solo un server.
Internet potrebbe anche rivoluzionare altri settori della società come la cultura e il divertimento ed evitare una gran parte dei viaggi in macchina che si fanno oggi.
Un altra forma di risparmio è quella di cercare di camminare e di fabbricarsi il proprio lavoro, la maggior parte dei paesi e dei quartieri non offre lavoro, guadagno e divertimenti, così masse di gente sono costrette a viaggiare ogni giorno, se sempre più gente comincia a vivere il proprio quartiere o paese e cerca di renderlo più divertente e pieno di servizi, cultura ecc.., puo anche guadagnare con questo, fare una vita meno stressante e divertirsi facendo qualcosa di positivo.
Sicuramente lo stato non mette a disposizione strutture o leggi che favoriscono questo, ma se molta gente comincia a farlo non può ignorarli.
Un altra forma di risparmio è quella di produrre e consumare alimenti naturali. La maggior parte dei prodotti che si acquistano nei supermercati sono passati attraverso produzioni industriali estremamente dispendiose in termini energetici, inquinanti e basate sullo sfruttamento.
Un prodotto naturale è molto più buono , più nutriente, consuma pochissima energia e se viene acquistato direttamente dal produttore costa poco e fornisce un buon guadagno al produttore senza sfruttamento.
Un altra forma di risparmio e il riciclaggio e la conservazione: oggi molti prodotti come vestiti, macchine e altro vengono visti più in un ottica di status symbol che per l'utilizzo pratico, questo porta molta gente magari anche con redditi bassi a fare grossi sacrifici per acquistare nuovi vestiti, macchine, ... inutili.
Questa forma di feticismo della merce è indotta dalla comunicazione di massa (pubblicità) e non è affatto naturale o parte del comportamento, produce rapporti nevrotici fra gli individui e un grosso spreco di energia.
Andare oltre queste forme di consumismo porta un alto livello di benessere all'individuo oltre a un grosso risparmio energetico.
Quello che non ci serve adesso può comunque servirci in futuro ed è sbagliato buttarlo, oppure si puo donarlo a qualcuno che lo vuole oppure ad un organizzazione che lo ridistribuisce a chi lo vuole gratis, da questa organizzazione si può anche prendere gratis qualcosa che ci serve.
Anche riparare cose vecchie e rivenderle puo diventare una grossa fonte di guadagno, un lavoro utile e un risparmio energetico.
Ci sono tribù in Africa che per migliaia di anni hanno vissuto una vita lunga, divertente, interessante e in armonia senza consumare nulla che non fosse ricreato immediatamente dalla natura, in Europa fa molto più freddo e non si può vivere come una tribù africana ma comunque avremmo molto da imparare da loro.
Allo stesso modo in Europa si viveva senza petrolio fino all' inizio di questo secolo, la gente si organizzava per provvedere ad ogni bisogno e viveva senza grossi problemi.

-->Il risparmio energetico è una considerevole fonte di energia rinnovabile, è anche la più immediata e accessibile a tutti, spesso con tempi di recupero dell'investimento inferiori a qualunque tecnologia energetica e a cominciare da scale di investimento minime, anche di poche centinaia di euro.
Attualmente in Italia, per soddisfare il fabbisogno energetico, si consumano circa 185 Mtep di energia totale, utilizzando diverse fonti primarie, nella tavola seguente sono specificate le quantità di energia per singole fonti, espresse in migliaia di tonnellate equivalenti petrolio, (1 tep = 10.000.000 kcal)
Fonti primarie utilizzate nel 2002
petrolio metano carboni rinnovabili nucleare totali.ktep
97.046 58.128 13.305 12.601 4.120 185.200
52,4% 31,39% 7,18% 6,8% 2,23% 100%
Le fonti primarie vengono utilizzate per ottenere energia elettrica, energia termica e carburanti, attualmente la situazione è come dalla tavola seguente, i dati riguardano il contenuto energetico delle fonti primarie necessarie alla produzione e non il puro contenuto energetico delle fonti secondarie ottenute,
Fonti secondarie ottenute dalla trasformazione delle fonti primarie
En. elettrica En. termica Carburanti Usi.non.energetici Perdite totali.ktep
53.586 64.166,3 43.746,8 11.320 12.381 185.200
29% 34,6% 23,6% 6,1% 6,7% 100%
-->Fondamentalmente è possibile intervenire a tre livelli per razionalizzare ed ottimizzare la filiera energetica e ridurne conseguentemente l'impatto ambientale:
all'atto del prelievo (pozzi petroliferi, miniere, dighe, aeromotori, etc);
in fase di conversione in vettore energetico (le fonti primarie, come i combustibili e l'energia solare, vanno trasformate in elettricità o in combustibili raffinati per consentirne il trasporto all'utenza e l'utilizzo);
al momento dell'utilizzazione (mezzi di trasporto, elettrodomestici, riscaldamento, processi industriali, etc)
-->Il 31% dell'energia elettrica e il 44% dell'energia termica (combustibili) vengono utilizzati in ambito residenziale , in uffici e aree commerciali, buona parte di queste fonti energetiche sono destinate alla climatizzazione dei locali (riscaldamento invernale e raffrescamento estivo),altra voce importante di spesa energetica è rappresentata dagli elettrodomestici ed apparati elettrici ed elettronici come tv radio, computer ecc, anche i sistemi frigo hanno una considerevole necessità di energia mentre l'illuminazione rappresenta una una piccola quota dei consumi totali(circa il 2%) ma non irrilevante, in quanto rappresenta comunque il 15% dei costi dell'energia elettrica mediamente consumata in interni civili.
Quindi, sul 100% di energia finale consumato in casa, soltanto il 2% serve all'illuminazione, il 5% per cucinare e per gli elettrodomestici, mentre il 15% per il rifornimento di acqua calda e il 78% per il riscaldamento, se poi si ha un impianto di climatizzazione estiva si deve aggiungere un buon 25% in più di consumi energetici.
--> La bioedilizia è un' ottima strategia per affrontare alla base il problema del risparmio energetico negli edifici. Con questa disciplina tecnica particolare attenzione viene posta all'isolamento termico dell'edificio progettato,
-->Se non si ha la possibilità di adottare una costruzione in bioedilizia si possono comunque adottare molti accorgimenti per migliorare l'efficienza degli impianti termici, meglio se in occasione di ristrutturazioni ma non necessariamente.
--> Sopratutto a livello industriale si parla generalmente di uso razionale dell’energia in quanto ogni settore produttivo, commerciale e di servizi necessita di diverse forme di energia per diversi processi di produzione o prestazione
Nelle piccole e medie industrie si può arrivare a risparmiare il 20% del consumo energetico, mentre il 75-80% dei costi è incomprimibile.
--> Il fabbisogno energetico per i trasporti in Italia è attualmente circa il 30% del fabbisogno totale di fonti energetiche primarie.
Gli interventi possibili per ridurre i consumi in tale settore sono molti e di diversa natura, si va dall'uso di auto con minori consumi per chilometro all'utilizzo dei servizi pubblici quando possibile, un tragitto in autobus consuma 50 volte meno energia dello stesso percorso in auto, anche all'utilizzo di ciclomotori e biciclette quando vi siano le condizioni e le possibilità sono dei concreti sistemi di risparmio energetico
--> dall'oggi al domani è possibile consumare il 50% in meno di carburanti, non è una esagerazione ma una possibilità commerciale, infatti i concessionari hanno in listino auto a bassi consumi a disposizione dei clienti.
Alcune auto consumano 3 L di carburante per 100km, ci sono in circolazione milioni di auto che consumano dai 6 ai 10 L per 100 km
--> Partendo dalla considerazione che un autobus consuma quattro volte il carburante consumato da un auto ma che può trasportare anche 200 volte più passeggeri è lapalissiano che viaggiare in autobus comporta un notevole risparmio energetico non sempre però ripagato da risparmio economico.
--> Ogni anno si consumano circa 5000 GWh di energia elettrica per la sola illuminazione pubblica, per lo più si tratta di impianti obsoleti dove in molti casi buona parte della luce è diretta/dispersa verso il cielo, il margine di risparmio energetico è di almeno il 30-35%,
-->La gestione dei rifiuti è una delle questioni fondamentali del ricliclaggio , sia per quanto riguarda la produzione del prodotto che poi diventerà rifiuto sia per quanto riguarda la raccolta degli stessi, la gestione e la destinazione finale.
--> In origine i generi di consumo andrebbero prodotti con materiali biodegradabili, possibilmente ottenuti da materiali di origine rinnovabile,in alternativa con materiali riciclabili e solo in mancanza di soluzioni possibili con polimeri naturali o vetro e metalli riciclabili andrebbero prodotti con materiali derivati da fonti esauribili come ad es. il petrolio e i suoi derivati plastici, questo per diversi motivi, non ultimo la difficoltà di smaltimento di queste sostanze plastiche per il quale serve un maggiore consumo di energia rispetto agli altri materiali.
Nella fase di raccolta i rifiuti devono essere differenziati per tipologia o all'origine o successivamente per vaglio dell'insieme dei rifiuti conferiti in discarica, il procedimento di differenziazione da parte dei singoli utenti è energeticamente conveniente.
La frazione umida può essere utilizzata per ricavare gas, liquidi o solidi combustibili, la parte rimanente può essere utilizzata come componente per compost fertilizzanti, in alcune nuove tecnologie per la produzione di bioetanolo i residui di lavorazione possono servire all'industria chimica anche per la produzione di bioplastiche
La frazione secca al netto dei metalli, della carta e del vetro (riciclabili) può costituire il "combustibile da rifiuti" (CDR) che può essere utilizzato in termovalorizzatori che riducendone il quantitativo in volumi finali da conferire nelle aree di discarica definitiva produce energia elettrica, se il termovalorizzatore è provvisto dei filtri adatti ad abbattere la quasi totalità delle immissioni in atmosfera e gli odori del ciclo di lavorazione può essere utilizzato come centrale di cogenerazione e quindi fornire anche energia termica agli edifici non eccessivamente distanti dall'impianto.
Un fattore che limita questa tecnologia è la presenza di sostanze plastiche nelle balle di CDR, la plastica bruciando emana diossina che è notoriamente una sostanza tossica, per eliminare l'inconveniente bisogna bruciare la plastica a temperature più elevate di quelle di normale esercizio, compromettendo l'efficienza di produzione energetica del termovalorizzatore, d'altra parte riciclare la plastica costa più energia di quella necessaria per produrne di nuova, una soluzione sarebbe l'adozione di bioplastiche, maggiormente riciclabili e non emanano diossina nella combustione.
Dall'utilizzo del CDR si possono ottenere alcuni punti percentuali dell'energia elettrica attualmente consumata.
--> "Il nostro sistema energetico è come un secchio bucato che nei processi di trasformazione dalle fonti fossili agli usi finali (calore, freddo, forza, illuminazione) perde sotto forma di calore degradato più energia di quella che rende disponibile...
-->...Allo stato attuale della tecnologia è possibile dimezzare i consumi di fonti fossili accrescendo l’efficienza dei processi di trasformazione energetica e utilizzando quei veri e propri giacimenti nascosti di energia costituiti dagli sprechi, dalle inefficienze e dagli usi impropri."
tratto da http://www.energoclub.it/a%20risp%20energetico.htm che fornisce altre informazioni , illustrazioni e links



fonti rinnovabili di energia:
Si definisce una fonte rinnovabile quella forma di energia che viene ricreata in continuazione e non si esaurirà mai per milioni di anni, basare la produzione energetica di una società su una fonte rinnovabile significa fare un investimento che rimarrà valido per un milione di anni.
Cioè una macchina a benzina camminerà finchè ci sarà il petrolio e poi si fermerà ma una macchina a energia solare con accumulatori elettrici o a idrogeno si fermerà tra un milione di anni.
In zone e stagioni in cui non c'è molto sole si potrebbe comunque rifornire di energia da altre fonti rinnovabili
Le macchine si arrugginiscono quindi comunque quella macchina non durerà un milione di anni, ma la prossima macchina a energia solare avrà tutte le innovazioni tecnologiche che l'esperienza pratica della prima macchina ci ha insegnato e quindi sarà più veloce e durerà più a lungo, costerà di meno, e quella dopo sarà migliore ancora.
Gia oggi comunque ci sono prototipi di macchine solari che possono attraversare l'Europa dalla Grecia al Portogallo senza un goccio di benzina http://www.repubblica.it/2004/f/motori/giugno/nuna2initalia/nuna2initalia.html, http://www.nuna2.com .
Su Internet ci sono le istruzioni per costruire una machina solare con batterie elettriche ...
Ogni giorno sulla terra arriva una quantità di energia solare 2000 volte superiore alla domanda energetica di tutta l'umanità, si muovono tonnellate di acqua, tutta l'aria è in continuo movimento, sottoterra c'è una quantità di calore enorme, quest' energia c'è sempre stata e ci sarà sempre, non inquina, non costa nulla....
Il problema è come immagazzinarla, come trasportarla, come adattare la società industrializzata all'utilizzo, come produrne abbastanza per la domanda energetica globale.


L' energia solare:
L'energia solare è una fonte rinnovabile, tutte le forme di vita utilizzano l'energia solare per il calore che produce sulla terra e per processi chimici che producono energia, per esempio la fotosintesi delle piante.
Il sito Energo club le dedica una pagina http://www.energoclub.it/a%20solare.htm fatta molto bene con numerosi esempi e illustrazioni.
L' energia solare potrebbe servire per il riscaldamento, può essere trasformata in energia elettrica, energia meccanica e immagazzinata.

--> Le tecnologie termosolari si possono considerare mature per una adozione diffusa e conveniente, ci sono configurazioni e soluzioni per tutte le regioni climatiche e per tutte le esigenze termico-logistiche, residenziali, commerciali e produttive-industriali.
--> Con le attuali tecnologie termosolari è possibile ottenere anche energia frigorifera:
PER REFRIGERAZIONE Con temperatura fino a -30 °C utilizzando il ciclo frigorifero ad assorbimento acqua/ammoniaca
PER PROCESSI INDUSTRIALI Con temperatura fino a 3 °C utilizzando il ciclo frigorifero ad adssorbimento acqua/silica gel
PER CONDIZIONAMENTO Con temperatura fino a 5°C utilizzando il ciclo frigorifero ad assorbimento acqua/bromuro di litio
--> Le tecnologie di concentrazione solare per la produzione di energia elettrica sono largamente collaudate, sopratutto in California, New Mexico e Spagna, attualmente il kWh prodotto ha un costo di 10 centesimi, già più che competitivo con il costo dell'energia elettrica ottenuta dalle fonti esauribili considerando i costi nascosti (costi sanitari, rischi ambientali ecc.)
Comunque il progresso di queste tecnologie è notevole e si prevedono in pochi anni costi anche inferiori ai 5 centesimi al kWh.
--> Il calore prodotto dai concentratori solari possono azionare i motori che sono attivati dal calore a medie e alte temperature per muovere generatori di energia elettrica o per pompare acqua o altre applicazioni meccaniche
--> Dall' insieme delle tecnologie termosolari per la produzione di acqua calda e fredda e da quelle termosolari per la produzione di energia elettrica derivano i sistemi di cogenerazione e trigenerazione termosolare
--> In un recente studio dell ’International Energy Agency (IEA -Task VIII) presentato in un simposio internazionale sull'energia solare che si è svolto a maggio 2003 a Osaka,in Giappone, si afferma che basterebbe sfruttare il 4% delle aree desertiche della terra per ottenere dal sole energia elettrica pari al il fabbisogno attuale.
-->In Italia le località favorevoli all'installazione di impianti solari termoelettrici si trovano in Sicilia, Sardegna, Calabria, Puglia, Basilicata e Campania.
Sono terreni non coltivati, situati generalmente lungo i litorali e nell'immediato entroterra pianeggiante. In questi siti, dove la radiazione solare diretta raggiunge 1650 kWh annui al metro quadro, è possibile produrre con il solare termoelettrico, a medio termine, il 30% dell'elettricità consumata attualmente in Italia, per ottenere questo risultato occorre una superficie di circa 800 chilometri quadrati (compreso lo spazio tra uno specchio e l'altro): un'area non grande, se si tiene conto che essa può essere ripartita tra sei regioni e, all'interno di ciascuna regione, in più siti.
--> Più concreto nell'immediato è l' utilizzo di tecnologie termosolari per la produzione di acqua calda sanitaria e per riscaldamento, con le quali si possono, a certe condizioni impiantistiche ed edili, ottenere risparmi di metano del 60/80%, il risparmio aumenta nel caso il combustibile affiancato sia gasolio o ancor più sistemi elettrici.
Tratto da http://www.energoclub.it/a%20solare.htm dove sono disponibili anche molte altre informazioni, illustrazioni e links.



L' energia geotermica:
Anche l'energia geotermica è una fonte rinnovabile, è molto potente e inesauribile, dal centro della terra, quasi fino alla superficie c'è una massa di lava incendiata e una quantità di calore enorme.
Può servire per il riscaldamento e puo essere convertita in altre forme di energia o immagazinata.

--> Per esempio l''impianto di teleriscaldamento a Ferrara serve 14.000 appartamenti con l'utilizzo di acqua calda a 102 °C rinvenuta a 4 km dalla città in un pozzo a 1.300 m di profondità perforato a suo tempo per la ricerca petrolifera.
-->Generalmente nelle attuali centrali geotermoelettriche si sfrutta la pressione esercitata dal vapore contenuto negli acquiferi geotermici per muovere una turbina Rankine accoppiata ad un generatore.
Con le attuali tecnologie di perforazione si possono raggiungere profondità di 6000 metri, tali pozzi permetterebbero di ottenere energia elettrica ad un costo inferiore a 0,05 € al kWh.
Secondo un recente studio si calcola che solo con gli acquiferi a vapore dominante presenti in Toscana e Lazio si potrebbero produrre oltre 5 mila miliardi di kWh, una quantità sufficiente per il fabbisogno nazionale di elettricità per 70 anni, lo sfruttamento degli acquiferi ad acqua dominante porterebbe ad una produzione di energia elettrica incalcolabile.
--> In assenza di acquiferi naturali si puo utilizzare DHM: Una nuova tecnologia che consiste nell'immettere acqua fredda in profondità e recuperarla, sottoforma di vapore, per azionare turbine recuperando anche calore da sfruttare con teleriscaldamento, questa tecnologia è nota anche come HDR (Hot Dry Rock, rocce calde secche)
--> Ci sono attualmente altre numerose tecnologie di utilizzo dell' energia geotermica.
--> Agli inizi del 2000 risultavano installati in 22 Paesi impianti geotermici per una potenza totale di circa 8000 MW, con una produzione di energia elettrica di circa 50 TWh.
I Paesi guida sono: Usa, Nuova Zelanda, Italia, Islanda, Messico, filippine, Indonesia e Giappone.
Nel breve termine le applicazioni con lo sfruttamento di acquiferi-serbatoi continueranno ad essere le uniche commercialmente utilizzabili.
Per l'uso finalizzato alla produzione di elettricità è stimato, sempre nel breve periodo, un potenziale di circa 80.000 MW. (10 volte l'attuale potenza installata)
--> La geotermia in Italia è sfruttata in Toscana, una sorta di 'Texas' italiano, dove al posto dei pozzi di petrolio ci sono giacimenti geotermici che valgono oltre 300 miliardi di euro.
Con il vapore estratto dal suolo si potrebbero produrre oltre 5 mila miliardi di kilowattora, una quantita' sufficiente per soddisfare circa 70 anni di consumi elettrici nazionali.
E' uno dei dati che emergono da 'Energia verde per un paese 'rinnovabile'', un volume curato da Paolo Pietrogrande e Andrea Masullo, uscito nell' estate 2003.
Secondo gli autori, lo sfruttamento del vapore dei giacimenti geotermici di Larderello, di Travale e dell'Amiata potrebbe equivalere a 428 anni di fatturato di Enel e a 10 volte il valore di borsa del gruppo, concessionario dei 'serbatoi' geotermici in Toscana.
Anche a livello mondiale la geotermia puo' dare un contributo importante alla produzione di energia. Le riserve note, sono stimate in 50 mila miliardi di kilowattora, ovvero 12 miliardi di tonnellate equivalenti petrolio, un decimo delle riserve mondiali, tanto che società come Shell, Bp, Unocal guardano con molto interesse alla geotermia.
Molti serbatoi (o acquiferi) si trovano in Paesi in via di sviluppo e, in tal caso, la risorsa geotermica può essere considerata anche un'eccellente opportunità di crescita economica sostenibile, e deve accrescere il benessere delle popolazioni indigene e non le solite note compagnie.
Nel medio e lungo termine si prevede uno sviluppo della tecnica basata sull'utilizzo di rocce calde secche (HDR e DHP) situate in profondità.
Gli esperti di molti Paesi, tra cui Usa, Giappone, Inghilterra, Francia, Germania, Belgio e Svizzera, stanno studiando la possibilità di perforare pozzi in zone dove non ci sono serbatoi e di iniettarvi acqua per farla scaldare in profondità dal calore della Terra, farla risalire da altri pozzi e infine utilizzarla come fluido energetico per centrali termolettriche. Tale tecnologia, se sviluppata, darebbe origine a un potenziale tale da soddisfare da solo il fabbisogno di energia elettrica e termica.
Tratto da http://www.energoclub.it/a%20geotermico.htm dove sono disponibli anche molte altre informazioni illustrazioni e links




L' energia eolica:
Il vento soffia in continuazione, specialmente in alcune zone è molto potente.
L'energia eolica puo essere raccolta e convertita o immagazzinata attraverso vari tipi di eliche.

--> I primi mulini a vento comparvero nelle aree considerate la culla della civiltà: Mesopotamia, Cina, Egitto.
E' tramandato che il re di Babilonia Hammurabi progettò, nel 17° secolo a.C., di irrigare la pianura mesopotamica per mezzo dei mulini a vento.
Si trattava probabilmente di mulini ad asse verticale simili a quelli tuttora in funzione in quei paesi.
--> La tipologia di turbine eoliche è ampia, una prima suddivisione è data dalla posizione dell'asse : le turbine ad asse orizzontale, quelle più note e diffuse, e le turbine ad asse verticale, utilizzate fin dall'antichità ma solo ultimamente oggetto di studi e ricerche per migliorarne l' efficienza.
--> I sistemi eolici hanno una ottimale collocazione in mare aperto (off-shore) dove ci siano fondali poco profondi, questo sia per un minor impatto ambientale-paesaggistico e sia per una migliore qualità e costanza del vento, generalmente si tratta di grandi torri con pale ad asse orizzontale
--> Attualmente in Europa sono operative 5 centrali off-shore installate in Olanda, Svezia e Danimarca. In Italia non esiste ancora alcun impianto off-shore anche se è stato calcolato in 3.000 MW le installazioni possibili a breve-medio termine
--> Secondo alcune stime, nei prossimi anni gli impianti off-shore nei mari europei potrebbero fornire oltre il 20% del fabbisogno elettrico dei paesi costieri.
--> L'energia prodotta da una turbina eolica durante il corso della sua vita media (circa 20 anni per gli impianti on-shore e più di 25 anni per gli impianti off-shore), è circa 80 volte superiore a quella necessaria alla sua costruzione, manutenzione, esercizio, smantellamento e rottamazione. Si è calcolato che sono sufficienti ad una turbina due o tre mesi per recuperare tutta l'energia spesa per costruirla e mantenerla in esercizio.
--> In uno studio per quantificare le risorse d'energia eolica mondiali, titolato" Wind Force 12", la European Wind Energy Association e Greenpeace concludono che il potenziale mondiale d'energia generabile dal vento sarebbe addirittura il doppio della domanda d'elettricità mondiale prevista per il 2020. Il vento è abbondante, economico, inesauribile, ampiamente distribuito, non danneggia il clima ed è pulito. Anche i costi sono scesi, e ora sono ben più favorevoli.
--> Uno studio condotto dal CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), assieme ad ENEA (Ente per le nuove tecnologie, l'energia e l'ambiente) e Università degli Studi di Roma "La Sapienza" CIRPS (Centro interuniversitario di ricerca per lo sviluppo sostenibile) ha reso noto che la potenza installabile di centrali eoliche in Italia è di circa 15.000 MW, senza dover creare impatto ambientale eccessivo.
--> Secondo Enelgreenpower: "... il costo dell'energia generata in siti con buona ventosità è già competitivo rispetto a quello dell'elettricità prodotta con impianti tradizionali che utilizzano combustibili fossili, anche senza tenere conto dei costi evitati, legati all'assenza di emissioni nocive.
Le risorse disponibili ed utilizzabili nel mondo sono valutate in grado di fornire una producibilità circa quattro volte superiore ai totali consumi elettrici mondiali del 1998.
Questo potenziale potrebbe essere ulteriormente accresciuto dallo sviluppo di installazioni off shore, collocate al largo delle coste.
In un'ottica di sfruttamento su larga scala dell'energia eolica, l'installazione di aerogeneratori in siti marini presenta infatti indubbi vantaggi, riconducibili ad una maggiore disponibilità di spazi e ad una migliore qualità del vento..."
--> L'energia eolica è diventata l'energia rinnovabile meno costosa, abbassando negli ultimi 15 anni il suo costo di circa l'85%.
--> Il kWh prodotto è stato, nel corso degli ultimi anni, a livelli di 0,045 - 0,075 €, stime più recenti lo indicherebbero in un range compreso fra 0,035 e 0.045 €/kWh. Presto il costo del kWh da fonte eolica, potrebbe raggiungere anche 0,03 €/kWh divenendo così confrontabile con quello proveniente dagli impianti turbogas.
tratto da http://www.energoclub.it/a%20eolico.htm dove si possono trovare molte altre informazioni, illustrazioni e links



L'energia idrica:
L'energia idrica è molto potente, ogni giorno tantissima acqua evapora nelle nuvole e si riversa verso terra, una volta atterrata scende in corsi d'acqua fino al mare, il mare ha un flusso di onde che non si ferma mai e delle potenti correnti anche esse eterne.
Questa energia puo essere accumulata e convertita

--> L'esigenza di trovare una energia diversa da quella muscolare degli uomini e degli animali portò, tra il IX e X secolo, ad un consistente sviluppo tecnico delle macchine idrauliche
--> Le tecnologie idroelettriche hanno un buon sviluppo nelle applicazioni terrestri, cioè utilizzando il ciclo dell'acqua che, evaporando dal mare, viene trasportata ai monti dalle nubi da dove ridiscende a valle permettendo l'intercettazione della sua energia cinetica, tali applicazioni hanno ancora buoni margini di sviluppo, molto interessanti ma ancora in fase di sviluppo sono anche le tecnologie maremotrici che nascondono un potenziale enorme
--> Gli impianti idroelettrici attuali sfruttano l'energia potenziale meccanica contenuta in una portata di acqua che si trova disponibile ad una certa quota rispetto al livello cui sono posizionate le turbine
--> La turbina idraulica è quel dispositivo meccanico che trasforma l'energia potenziale e cinetica dell'acqua in energia meccanica; è essenzialmente costituita da un organo fisso, il distributore e da uno mobile, la girante. Il primo ha tre compiti essenziali: indirizza la portata in arrivo alla girante imprimendovi la direzione dovuta, regola la portata mediante organi di parzializzazione, provoca una trasformazione parziale o totale in energia cinetica dell'energia di pressione posseduta dalla portata.
L'entità di questa trasformazione è l'elemento più importante per la classificazione delle turbine: quando la trasformazione da potenziale a cinetica avviene completamente nel distributore, si parla di turbine ad azione, altrimenti di turbine a reazione.
La girante infine trasforma l'energia potenziale e/o cinetica dell'acqua in energia meccanica resa sull'albero motore.
--> In linea di principio è possibile convertire almeno cinque tipi di energia presenti nel mare: quella delle correnti, delle onde, delle maree, delle correnti di marea e del gradiente termico tra superficie e fondali. Attualmente esiste solo un impianto per lo sfruttamento delle maree in Francia, mentre sono in corso esperimenti per lo sfruttamento del potenziale energetico delle onde nel Regno Unito, in Norvegia e in Giappone e del gradiente termico negli Stati Uniti. L'Unione Europea ha di recente concluso uno studio che identifica circa 100 siti suscettibili di essere utilizzati per la produzione di energia elettrica dalle correnti marine. In Italia è lo stretto di Messina ad essere stato identificato tra i siti più promettenti
--> attualmente in Italia le centrali idroelettriche producono circa il 20% dell'energia elettrica immessa in rete con circa 20.000 MW di impianti installati , gli scienziati concordano sulla possibilità di accrescere la produzione totale di energia idroelettrica fino a 5 volte quella attuale, in pratica l'energia idroelettrica può soddisfare l'attuale richiesta di energia elettrica
--> Il costo del kWh ottenuto con i sistemi idroelettrici è sempre stato competitivo nei confronti delle fonti esauribili, questo è evidente in quanto i costi di produzione per lo sfruttamento delle risorse idriche sono imputabili ai soli impianti di produzione e non ci sono costi, se non marginali, per materie prime (es. combustibili), mentre i costi di manutenzione e di gestione sono grossomodo paragonabili se non inferiori ai costi di gestione e manutenzione degli impianti termoelettrici.
tratto da http://www.energoclub.it/a%20idro.htm dove si possono trovare numerose altre informazioni, illustrazioni e links




Biomasse:
Il settore delle biomasse per usi energetici è probabilmente la più concreta ed immediata F.E.R. disponibile. Le principali applicazioni sono: produzione di energia (bioenergia), sintesi di carburanti (biocarburanti) e sintesi di prodotti (bioprodotti).

--> S'intende per biomassa ogni sostanza organica derivante direttamente o indirettamente dalla fotosintesi clorofilliana.
Mediante questo processo le piante assorbono dall'ambiente circostante anidride carbonica (CO2) e acqua, che vengono trasformate, con l'apporto dell'energia solare e di sostanze nutrienti presenti nel terreno, in materiale organico utile alla crescita della pianta.
In questo modo vengono fissate complessivamente circa 2×1011 tonnellate di carbonio all'anno, con un contenuto energetico equivalente a 70 miliardi di tonnellate di petrolio, circa 10 volte l'attuale fabbisogno energetico mondiale.
Biomassa è un termine che riunisce una gran quantità di materiali, di natura estremamente eterogenea.
In forma generale, si può dire che è biomassa tutto ciò che ha matrice organica, con esclusione delle plastiche di origine petrolchimica e dei materiali fossili, es. petrolio e carbone che esulano dall’argomento in questione.
Le più importanti tipologie di biomassa sono residui forestali, scarti dell’industria di trasformazione del legno (trucioli, segatura, etc.) scarti delle aziende zootecniche, gli scarti mercatali, alghe e colture acquatiche e i rifiuti solidi urbani.
--> La bioenergia è qualsiasi forma di energia utile ottenuta dai biocombustibili. La biomassa rappresenta la più consistente tra le fonti di energia rinnovabile anche se esistono molteplici difficoltà di impiego dovute all’ampiezza e all’articolazione delle fasi che costituiscono le singole filiere.
--> Le tecnologie per ottenere energia dai vari tipi di biomasse sono naturalmente diversi e diversi sono anche i prodotti energetici che si ottengono.
Ad esempio, se un materiale ha molto carbonio (C) e poca acqua (H2O), è adatto per essere bruciato per ottenere calore o elettricità; se, viceversa, ha molto azoto (N) ed è molto umido, può essere sottoposto ad un processo biochimico che trasforma le molecole organiche in metano ed anidride carbonica.
Infine, combustibili liquidi adatti ad essere utilizzati nei motori a benzina o diesel possono essere ottenuti a partire da particolari specie vegetali.
In sintesi, i processi di conversione in energia delle biomasse possono essere ricondotti a due grandi categorie: processi termochimici e processi biochimici
--> I biocarburanti sono prodotti derivati dalla biomassa che, oltre a prestarsi per produrre calore e/o energia elettrica, possono essere usati per autotrazione, sia miscelati con i carburanti da combustibili fossili e sia, in alcuni casi, utilizzati puri.
--> Oltre a dare un notevole contributo alla produzione di prodotti alimentari ed essere una potenziale risorsa energetica considerevole la materia organica fotosintetica, opportunamente trasformata, può avere molteplici impieghi:
Materiali per l'industria edilizia ed abitativa e per la produzione di compositi Fibre tessili
Prodotti per l'industria quali lubrificanti, solventi, plastiche biodegradabili, additivi vari, ecc.
Cellulosa, carta ed assimilati
Fertilizzanti o ammendanti per i terreni agricoli
--> La valorizzazione delle biomasse, quando è inserita e organizzata in un contesto di filiera ed efficiente valorizzazione di tutte le sue componenti, consente notevoli benefici di tipo ambientale e socio economico sia a livello locale e territoriale che planetario. Ad esempio, l’uso energetico delle biomasse vegetali è considerato uno dei più efficienti sistemi per ridurre le emissioni di gas serra (come previsto dagli accordi di Kyoto del 1998), in quanto la CO2 emessa durante la produzione di energia dalle biomasse è pari a quella assorbita durante la crescita delle piante, mentre i combustibili fossili utilizzati emettono CO2 che si accumula nell’ambiente.
Un altro importante contributo allo sviluppo sostenibile può derivare da un incremento dell’uso del legno e derivati in sostituzione di altri materiali il cui impiego risulti più “costoso” sia energeticamente che ambientalmente, sfruttandone il ruolo di “sequestratore” di CO2 e la sua versatilità come materia prima; il tutto in un contesto di salvaguardia e miglioramento del sistema forestale.
Le emissioni di inquinanti acidi, ossidi di azoto, polveri e microinquinanti possono essere controllati con le moderne tecnologie di combustione e depurazione dei fumi. Il basso contenuto di zolfo e di altri inquinanti fa sì che, quando utilizzate in sostituzione di carbone e di olio combustibile, le biomasse contribuiscano ad alleviare fenomeni di acidificazione.
--> Uno studio condotto dal CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), assieme ad ENEA (Ente per le nuove tecnologie, l'energia e l'ambiente) e Università degli Studi di Roma "La Sapienza" CIRPS (Centro interuniversitario di ricerca per lo sviluppo sostenibile) ha reso noto che da biomasse si potrebbero ottenere 3.360.000 tonnellate di idrogeno all'anno, equivalenti a circa 100.000 GWh di energia elettrica, come dire che da sole le biomasse potrebbero soddisfare il 50% del fabbisogno di energia elettrica o il 30-40% del fabbisogno di combustibili e carburanti.
tratto da http://www.energoclub.it/a%20biomasse.htm dove sono disponibili anche altre informazioni, illustrazioni e links



L'energia chimica:
L'energia chimica consiste nell'utilizzare procedimenti chimici per produrre energia o materiali ad alto potere energetico, questa energia puo essere poi trasformata in altre forme di energia o immagazzinata.
Molte reazioni chimiche sono caratterizzate da un aumento della temperatura dei reagenti e dei prodotti di reazione. Tra queste le più diffuse nel quadro delle conoscenze comuni sono le combustioni, ma anche altre reazioni come quelle tra acidi e metalli avvengono con notevoli aumenti di temperatura. Molte di queste reazioni, come le combustioni, avvengono rapidamente. Ve ne sono però anche di lente che pur avendo effetti meno vistosi possono essere meglio osservate mentre si svolgono.
Dal punto di vista del bilancio energetico, poiché al sistema non viene fornita alcuna forma di energia dall’esterno, dobbiamo pensare che l’aumento di temperatura sia prodotto da una forma di energia che viene dall’interno e si accompagna alla trasformazione chimica: per questo viene chiamata energia chimica.
Ogni forma di energia è in fondo energia chimica, ma l'energia chimica in senso stretto è quella in cui processi chimici inventati dall' uomo generano energia.
Il MEG, Generatore elettromagnetico immobile, non è esattamente energia chimica ma trasformazione dei flussi elettromagnetici nell'atmosfera, sembra che possa produrre energia gratis e perenne.
http://www.disinformazione.it/MEG.htm
Producendo esplosivi è possibile immagazzinare la grande quantità di energia prodotta, è difficile trovare buona documentazione a proposito ma alcune persone sostengono che sia una fonte di energia potentissima, pratica e rinnovabile, sono stati gia utilizzati esplosivi come carburanti per esempio nelle astronavi e possono essere prodotti industrialmente senza pericolo.
http://dma.ing.uniroma1.it/users/aerospace_c2/1Propulsion1.pdf
http://www.minerva.unito.it/Storia/IndustriaChimica3/ChimInd5.htm
http://digilander.libero.it/fme/doc/endoreazione.html
http://www.warnews.it/index.php/component/option,com_simpleboard/Itemid,49/func,view/id,1858/catid,2/limit,10/limitstart,10/

L'energia atomica:
L' energia atomica avviene in natura nelle stelle,ad esempio nel sole.
E' la fonte di energia su cui si è più sviluppata la ricerca, ma i risultati sono tutt' altro che soddisfacenti, non è possibile rendere sicure le centrali atomiche ne evitare l'inquinamento causato dalle scorie radioattive che dura migliaia di anni, oltretutto gli studi sull'atomica sono stati utilizzati anche in campo militare.
Forse un giorno si arriverà ad un livello scientifico tale da rendere sicura questa fonte di energia, ma per ora non ce'n'è bisogno, non ne vale la pena e non c'è una situazione politica stabile e pacifica che lo permetta.
Oltretutto il nucleare non è allo stato attuale un energia rinnovabile: l'uranio 235, utilizzato attualmente nelle centrali nucleari, è un isotopo raro dell'uranio naturale (meno dell'1%), secondo le fonti ufficiali più ottimistiche basterebbe per circa 400 anni all'attuale regime di utilizzo, se fosse l'unica fonte energetica e tutti gli abitanti del pianeta fossero messi nelle condizioni di consumare energia come nella media dei paesi industrializzati basterebbe per poche decine di anni.
http://www.energoclub.it/a/e-nucleare.htm
La repubblica italiana, dopo un referendum popolare ha giustamente vietato le centrali atomiche sul territorio.

Contenitori di energia:
L'energia una volta prodotta o immagazinata ha bisogno di essere conservata e trasportata prima dell'utilizzo:
L'idrogeno è un ottima soluzione a questa necessità, l'idrogeno viene prodotto dall' acqua attraverso un processo chimico detto elettrolisi, dopo avere prodotto l'energia restituisce acqua, quindi non inquina assolutamente.
Qualsiasi fonte di energia potrebbe essere utilizzata per produrre idrogeno che puo essere poi distribuito.
Durante la produzione c'è una perdita di energia, cioè la quantità di energia necessaria per produrlo è superiore alla quantità di energia che produrrà ma le tecnologie di produzione stanno sempre migliorando.
Attualmente esistono già automobili a idrogeno che non inquinano e funzionano come le automobili a benzina http://www.digital.sm/piel-ilt/autoidrogeno/ita/entra.htm

--> Comunemente si pensa all'idrogeno come ad una fonte di energia, in realtà ciò non è esatto in quanto deve essere estratto dall' acqua (elettrolisi) o da combustibili fossili (vari processi termochimici) ciò comporta un consumo di energia, per questo è considerato un "vettore" o un "accumulatore" o, come definito in inglese, un "memorizzatore" di energia, Potenzialmente può diventare uno dei migliori sistemi per il recupero di energia elettrica, perfino migliore dei sistemi idroelettrici, attualmente i più convenienti e quindi i più adottati allo scopo
--> La produzione mondiale annua di idrogeno è di 500 miliardi di Nm3 , equivalenti a 44 milioni di tonnellate, ottenuti per il 90% dal processo chimico di reforming degli idrocarburi leggeri (principalmente il metano) o dal cracking di idrocarburi più pesanti (petrolio) e per il 7% dalla gassificazione del carbone.
Solo il 3% dell'attuale produzione è ottenuta per elettrolisi
L' idrogeno prodotto è impiegato per il 95% nell'industria chimica, che con esso produce ammoniaca, alcool metilico (metanolo) e prodotti petroliferi; il 5% è invece utilizzato dall'industria metallurgica per il trattamento dei metalli.
Ad oggi non sono ancora stati adottati sistemi sostenibili di produzione , accumulo e distribuzione dell'idrogeno anche se le tecnologie lo permetterebbero.
Sono a buon punto varie tecnologie di produzione di fuel-cells (celle a combustibile o pile a combustibile), sono ormai molti e a buon punto anche i prototipi di veicoli a idrogeno
--> L' idrogeno ha un valore commerciale minimo di 0,8 €/Nm3 ( basso grado di purezza ed elevate quantità di acquisto) e un costo massimo di 3,6 €/Nm3 (puro al 99,9999 % e quantità minima di acquisto). In particolari condizioni usando le appropriate sinergie potrebbe avere un costo paragonabile al metano.
tratto da http://www.energoclub.it/b%20idrogeno.htm dove si possono trovare anche altre informazioni e links



Per concludere:
Attraverso varie fonti di energia rinnovabile è possibile produrre energia sufficiente per tutti ma ancora mancano le ricerche e le strutture in tal senso.
Una volta costruite le strutture esse possono produrre energia per sempre senza inquinamento o con livelli di inquinamento bassissimi.
Una volta prodotta l'energia puo essere distribuita sotto forma di idrogeno in modo da evitare l'inquinamento.
Quando questo sistema diventerà definitivo, le tecnologie si evolveranno e ci saranno già tutte le strutture necessarie il costo dell' energia sarà bassissimo.

Unità di misura
wh , Kwh, Mwh, Gwh, Twh:
il wh (wattora) è un unità di misura per l'energia elettrica nel tempo, Quello che si puo leggere sul contatore nelle case (in kwh) , la differenza tra w (watt) e wh (wattora) è che il primo misura la quantità d energia, il secondo la quantità di energia nel tempo , Si può valutare il wattora in questo modo: si suddivide l'intervallo di tempo in tanti intervalli per i quali si possa considerare costante la potenza; si moltiplica la potenza costante, espressa in watt, di ogni intervallo per la lunghezza dell'intervallo stesso in ore e si sommano tutti i prodotti. Si ottiene in questo modo il valore dell'energia transitata nella sezione di misura espressa in wattora. Il calcolo è approssimato e l'approssimazione migliora aumentando il numero degli intervalli.
1 kwh= 1.000 wh , un Mwh=1.000.000 wh , un Gwh= 1.000.000.000 wh , un Twh = 1.000.000.000.000 wh
Tep: tonellata equivalente petrolio , un unità di misura per confrontare diversi tipi di energia, 1 tep=11628 kWh , 1 tep = 10.000.000 Kcal .
Kcal : kilocalorie, la caloria è un unità di misura per il calore, 1 kcal = 100 cal ,la caloria (cal) è stata definita come la quantità di calore necessaria a portare la temperatura di 1 g di acqua distillata da 14.5 °C a 15.5 °C, a pressione standard.
Barile: unità di misura per il petrolio, equivalente a circa 159 litri,
w , Kw, Mw, Gw, Tw:il w (watt) è un unità di misura per l'energia elettrica.
1 kw= 1.000 w , un Mw=1.000.000 w , un Gw= 1.000.000.000 w , un Tw = 1.000.000.000.000 w
°C : Gradi centigradi, unità di misura per la temperatura, a 0 °C l'acqua diventa ghiaccio
Nm3: (normal metro cubo) Unità di misura del volume usato per i gas, in condizioni "normali", ossia alla pressione atmosferica e alla temperatura di 0°C. Si usa anche per la misura del gas liquido
m , km , m3 , m2 , ...: unità di misura dello spazio, m= metro , km= kilometro(1000 metri) , quando è seguito dal numero 2 indica un area bidimensionale, un m2 è l' area equivalente a quella di un quadrato con il lato di un metro , un km2 è 1000000 m2, qundo è seguito dal numero 3 indica un volume tridimensionale , un m3 è equivalente al volume di un cubo con il lato di un metro, un km3 è 1.000.000.000 m3
tonnellata, kg, .. : unità di peso, un kg = 1000 grammi , una tonnellata = 1000 kg



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