.




Silvio Berlusconi
la biografia
la fedina penale
Il trentesimo uomo più ricco del mondo
riflessioni matematiche
Statistiche: Berlusconi e gli italiani (excel) (html)
Statistiche: Berlusconi e il mondo (excel) (html)
Statistiche: Berlusconi e i conti pubblici (excel)
Come ha guadagnato tutti questi soldi?
elenco aziendone proprietà di Berlusconi


Biografia


Il 10 Maggio 1994 Silvio Berlusconi forma un governo di destra.Ben 5 sono i neofascisti diventati ministri.
A 12 anni Silvio Berlusconi entra nel collegio dei Salesiani, in Via Copernico a Milano, dove resta 7 anni in un clima di rigida disciplina e di integralismo cattolico, vi si adatta perfettamente.
Un suo compagno dai Salesiani, Giulio Colombo, racconta che faceva i suoi compiti in fretta e poi aiutava i compagni... in cambio di caramelle e monete da 50 lire.
Berlusconi e’ figlio di un semplice impiegato di una piccola banca, la Rasini, la stessa che gli da una fideiussione per il suo primo affare. La banca Rasini, secondo un rapporto della Criminalpol, in qurgli anni e’ implicata nel riciclaggio di denaro sporco proveniente dalla cosiddetta "mafia dei colletti bianchi", la quale e’ in rapporto col boss mafioso palermitano Vittorio Mangano, nel 1975 Berlusconi lo assumera’ come custode e stalliere della sua villa, un’attivita’ abbastanza strana per un capomafia. Poco tempo dopo la sua assunzione, pero’ Mangano verra’ arrestato.
Il primo grosso affare Berlusconi lo realizza nel 1963. Come amministratore della Edilnord costruisce un complesso residenziale per 4.000 abitanti a Brugherio. Da dove provenissero gli ingenti finanziamenti necessari non lo ha mai detto, sappiamo solo che arrivano dalla Svizzera attraverso la Finanzierungesellschft fur Residenzen AG di Lugano dell’avvocato Renzo Rezzonico.
Nel 1968 il vero grande affare: la costruzione di Milano 2, 712.000 metri quadri. Questa volta gli occulti finanziatori svizzeri tirano fuori ben 3 miliardi di allora. Da un’attenta indagine risulta che dietro agli occulti finanziatori compaiono la Privat Credit Bank, la FiMo, la Interchange Bank, la Banca Svizzera Italiana, esponenti della DC svizzera e Giuseppe Pella, esponente della destra democristiana italiana.
FiMo = e’ la societa’ fiduciaria di Silvio Berlusconi a Chiasso. Coinvolta nelle inchieste giudiziarie aperte in diversi paesi europei per riciclaggio di ingenti somme di narcodollari provenienti dalla mafia colombiana e delle tangenti ENI ed Enimont. E’ coinvolta anche nel caso Kolbrunner.
Interchange Bank = Coinvolta nel "caso Texon", primo grande scandalo finanziario che vede la Svizzera come crocevia del riciclaggio di capitali illegali.
Banca Svizzera Italiana = Controllata da Tito Tettamanti, vicino all’Opus Dei e alla massoneria, anticomunista viscerale implicato in scandali finanziari.
Privat Credit Bank = Controllata da Tito Tettamanti e da Giuseppe Pella.
Berlusconi fin dagli anni ‘70 possiede una ragguardevole collezione di parrucchini. Silvio e’ falso fino alla punta dei capelli.
Berlusconi possiede uno yacht per traversate atlantiche di 4° metri, acquistato da Pininfarina, il Geographic Vascel First. Ai suoi ospiti regala un accappatoio arancione, i marinai li fa vestire di blu, lui indossa un accappatoio marrone per... "far capire subito chi e’ il padrone", come afferma lui stesso.
A Vulcano, nell’agosto ‘73 Berlusconi attracca col suo yacht e si presenta vistosamente alticcio nella discoteca del paese, prende il microfono e annuncia l’apertura del concorso "chiappe d’oro" sul suo yacht, alla vincitrice promette una crociera tra le isole Eolie, ma nessuna concorrente si presenta.
In una intervista del 1973 gli chiedono di indicare i politici che preferisce risponde: "...un uomo di grande valore come Mazzotta...". Roberto Mazzotta, presidente della Cariplo finira’ in galera nel febbraio del ‘94 per lo scandalo del suo gruppo bancario.
Nella relazione finale della Commisione parlamentare d’inchiesta sulla loggia P2 si legge: "...alcuni operatori (Genghini, Fabbri, Berlusconi) trovano appoggi e finanziamenti al di la’ di ogni merito creditizio...". Le due grandi banche, infatti, che danno credito a Berlusconi sono la Banca Nazionale del Lavoro e il Monte dei Paschi di Siena, dove durante gli anni ‘70 la P2 e’ piu’ attiva. Il Monte dei Paschi concede tra il ‘70 e il ‘79 70 miliardi di mutui fondiari a Berlusconi a tassi fra il 9 e il 9,5%.
Dal 1973 al 1975 frequenta assiduamente Egidio Carenini.
Dal 26 Gennaio del 1978 Berlusconi risulta iscritto alla loggia P2, con la tessera numero 1816.
Il 10 Aprile 1978 Berlusconi inizia una collaborazione come editorialista sul maggior quotidiano italiano, il Corriere della Sera, proprio quando la loggia P2 acquisisce, come dice la commissione parlamentare d’inchiesta "il controllo finanziario e gestionale del gruppo Rizzoli".
Interpellato su Licio Gelli, Berlusconi risponde: "...Anch’io come 50 milioni di italiani, sono sempre in curiosa attesa di conoscere quali fatti o misfatti siano effettivamente addebitati a Licio Gelli. Anni di inchieste sono serviti solamente ad offrire alle varie fazioni politiche un terreno di lotta e di calunnie facile quanto strumentale.
Dalla lettera del 27/9/92 inviata a Silvio Berlusconi da Eugenio Carbone, allegata agli atti del caso Kollbrunner in cui e’ inquisito Claudio Martelli: "...Licio (Gelli n.d.r.) ed Egidio (Carenini n.d.r.) si erano offerti a farle pervenire una mia "lettera-proposta" al fine di rendere piu’ probabile che lei, pur col suo enorme e assorbente lavoro, la leggesse..." e prosegue "...la mia situazione, Licio forae le ha detto, dipende sempre dalla controversia non ancora chiusa, dopo 10 anni, per la fratellanza...". Altra lettera del 29/7/92, sempre di Eugenio Carbone a Berlusconi "...non avrei mai immaginato di doverla disturbare per questo, ma e’ solo a un vero amico che e’ possibile farlo, pensando che egli sia l’unico che possa foronteggiare la cosa, senza ricorso a banche ma ad altri enti finanziari...". Sotto la firma Carbone scrive un’annotazione: "Inviato a Licio e ad Egidio"., l’italiano non e’, evidentemente, la materia piu’ studiata da certi potenti.... anche se sufficiente per comprendere i rapporti fra "sua emittenza" e la P2.
Eugenio Carbone = e’ stato direttore generale del ministero dell’Industria, iscritto alla loggia P2 di Licio Gelli. E’ fratello di un monsignore. E’ socio della camera di commercio Italo-Slovena. Imputato nell’inchiesta su un traffico di titoli rubati al Banco di S. Spirito e’ accusato di aver preso parte all’"affare" dei titoli insieme a un gruppo di altri ex piduisti, e sarebbe coinvolto nel tentativo di acquistare la Banca Agricola Romena, con 300 miliardi ricavati dal traffico dei titoli.
Egidio Carenini = ex parlamentare democristiano, protettore di Mino Pecorelli, iscritto alla P2 e considerato uno dei piu’ attivi reclutatori della loggia di Gelli.
Nel 1990 la corte d’appello di Verona denuncia Silvio Berlusconi con la seguente motivazione: "...Ritiene il collegio che le dichiarazioni dell’imputato non corrispondano a verita’. In sostanza infatti secondo il Berlusconi la sua definita adesione alla P2 avvenne poco prima del 1981 e non si tratto’ di vera e propria iscrizione, perche’ non accompagnata da pagamenti di quote appunto di iscrizione, peraltro mai richiestegli. Tali asserzioni sono smentite:

a) dalle risultanze della commissione Anselmi

b) Dalle stesse dichiarazioni rese dal prevenuto avanti al G.I. di Milano, e mai contestate, secondo cui la sua iscrizione alla P2 avvenne nei primi mesi del 1978.

Invero, dagli atti della commissione parlamentare ed in particolare dagli elenchi degli affiliati, sequestrati in Castiglion Fobocchi figura il nominativo del Berlusconi (numero di riferimento 625) e l’annotazione del versamento di lire 100.000 come eseguito in contanti in data 5 maggio 1978, versamento la cui esistenza risulterebbe comprovata anche da un dattiloscritto proveniente dalla macchina da scrivere di proprieta’ di Gelli...". Berlusconi sara’ comunque amnistiato in modo da poter diventare Presidente del Consiglio nel 1994.
Berlusconi e’ socio negli anni ‘80 di Mario Rendo nella Societa’ Tipografica Siciliana, un grosso centro stampa che realizza, alla periferia di Catania, le edizioni teletrasmesse di alcuni importanti quotidiani nazionali.
Mario Rendo = e’ uno dei famosi "cavalieri dell’apocalisse mafiosa", come li hanno definiti i giornalisti. Al maxi-processo contro la mafia fu definito "contiguo alla mafia" e fu proposto per il soggiorno obbligato dal questore di Catania Luigi Rossi.
il 16 Ottobre 1984 tre pretori di Torino, Roma e Pescara fannochiudere le reti televisive di Berlusconi per violazione dell’Art. 215 del codice postale che limita all’ambito locale le trasmissioni delle Tv private. Il 20 Ottobre Craxi con un decreto annulla l’ordinanza dei pretori. Il decreto verra’ annullato dal Parlamento perche’ anticostituzionale, ma Berlusconi continuera’ a trasmettere indisturbato fino al 1990, quando la legge Mammi’ togliera’ ogni ostacolo alle reti di "sua emittenza".
Nel 1990, dopo l’acquisizione della Mondadori da parte di Berlusconi, Federico Confalonieri, numero due della Fininvest, afferma: "...La nostra informazione sara’ omogenea al mondo che vede nei Craxi, nei Forlani e negli Andreotti l’accettazione delle liberta’...".

.

Nel 1993 i debiti della Fininvest ammontano alla considerevole cifra di lire 4.500.000.000.000.

.

. la fedina penale

Traffico di droga

  • Nel 1983 la Guardia di Finanza, nell'ambito ad un'inchiesta su un traffico di droga, mette sotto controllo il telefono di Berlusconi. Nel rapporto si legge: "È stato segnalato che il noto Silvio Berlusconi finanzierebbe un intenso traffico di stupefacenti dalla Sicilia, sia in Francia che in altre regioni italiane. Il predetto sarebbe al centro di grosse speculazioni edilizie e opererebbe sulla Costa Smeralda avvalendosi di società di comodo...". L'indagine è stata archiviata nel 1991.

Falsa testimonianza

  • Nel 1990, la Corte d'Appello di Venezia dichiara Berlusconi colpevole di aver dichiarato il falso davanti ai giudici a proposito della sua iscrizione alla loggia massonica segreta P2. Il reato è tuttavia coperto dall' amnistia del 1989.

Corruzione

  • Berlusconi è accusato di aver pagato tangenti ad ufficiali della Guardia di Finanza, affinchè chiudessero un occhio nei controlli fiscali su quattro delle sue cocietà. In 1° grado è stato condannato a 2 anni e 9 mesi per tutte e quattro le tangenti contestate. In Appello ha avuto la prescrizione per tre tangenti grazie alle attenuanti generiche e ha ottenuto l'assoluzione con formula dubitativa (comma 2 art. 530) per la quarta.
  • Berlusconi era accusato di aver pagato tangento a dirigenti e funzionari del Ministero delle Finanze per ridurre l'IVA dal 19% al 4% sulle Pay tv e per ottenere rimborsi di favore. La Procura di Roma ha chiesto l'archiviazione, accolta dal Gup.

Finanziamento illecito ai partiti

  • Accusato per 21 miliardi di finanziamenti illeciti a Bettino Craxi, passati attraverso la società estera All Iberian, Berlusconi è stato condannato in 1° grado a 2 anni e 4 mesi. In appello, a causa dei tempi lunghi del processo, è scattata la prescrizione del reato.

Falso in bilancio

  • (All Iberian II) Berlusconi è stato rinviato a giudizio per aver falsificato i bilanci della Fininvest. Il dibattimento, dopo numerosi tentativi di rinvio e schermaglie processuali, è attualmente in corso a Milano.
  • Berlusconi è accusato di comportamenti illeciti nell'acquisto della società Medusa cinematografica, per non aver messo a bilancio 10 miliardi. In primo grado è stato condannato a 1 anno e 4 mesi per falso in bilancio, pena interamente coperta da condono. In appello la Corte gli ha riconosciuto le attenuanti generiche, facendo così scattare la prescrizione del reato.
  • (All Iberian III) La procura di Milano ha indagato sulla rete di società estere della Fininvest (Fininvest Group B), contestando falsi in bilancio e operazioni illecite che hanno generato un migliaio di miliardi di fondi neri. La richiesta di rinvio a giudizio sta per essere formalizzata.
  • Berlusconi è stato rinviato a giudizio per aver deciso un versamento in nero di 6 miliardi dalle casse del Milan a quelle del Torino Calcio, per l'acquisto del calciatore Gianfranco Lentini. Il dibattimento è in corso presso il Tribunale di Milano.

Frode fiscale

  • Berlusconi è accusato di varie irregolarità fiscali nell'acquisto di alcuni terreni attorno alla sua villa di Macherio. In primo grado è stato assolto per alcuni reati, mentre per altri è scattata la prescrizione.
  • Berlusconi, Dell'Utri e altri manager Fininvest, responsabili in Spagna dell'emittente Telecinco, sono accusati di frode fiscale per 100 miliardi e violazione della legge antitroust spagnola. Sono in attesa di giudizio dopo l'inchiesta del giudice istrutture anticorruzione di Madrid, Baltasar Garzon Real.

Corruzione in atti giudiziari

  • Berlusconi è accusato di aver pagato i giudici di Roma per ottenere una decisione a suo favore nel Lodo Mondadori, che doveva decidere la proprietà della casa editrice. Il giudice dell'udienza preliminare ha deciso l'archiviazione del caso con formula dubitativa (comma 2, art. 530). La Procura ha fatto ricorso alla Corte d'Appello che dovrà decidere se confermare l'archiviazione o rinviare a giudizio Berlusconi, Previti e il giudice Squillante.
  • Berlusconi è accusato di aver corrotto i giudici durante le operazioni per l'acquisto della Sme ed è stato rinviato a giudizio insieme a Cesare Previti e Renato Squillante. Il processo è attualmente in corso presso il Tribunale di Milano.

Concussione

  • Berlusconi era accusato di aver indotto la RAI a concordare con Fininvest i tetti pubblicitari (quando era Presidente del Consiglio), al fine di ammorbidire la concorrenza. La Procura di Roma ha chiesto l'archiviazione, accolta dal Gup.

Concorso in strage

  • Le Procure di Palermo, Caltanissetta e Firenze, indagano da molti anni sui "mandanti a volto coperto" delle stragi del 1992 (Falcone e Borsellino) e del 1993 (Firenze, Roma e Milano) e sul ruolo avuto da Berlusconi e Dell'Utri. La procura di Caltanissetta ha chiesto l'archiviazione, successivamente accolta dal Gup.

Fedina penale aggiornata al 10 Maggio 2002 ( tratto da http://members.xoom.virgilio.it/arcilic/berlu/g1.htm)


IL RAPPORTO SEGRETO DEI TECNICI DELLA BANCA D'ITALIA


Così ha fatto i soldi Berlusconi


Aumenti di capitale in contanti. Miliardi senza padrone. Partite di giro. Tra il 1977 e il 1985. Gli esperti di Bankitalia scavano per la prima volta alle radici della Fininvest. E scoprono addirittura che, per le banche, le holding del cavaliere erano semplici negozi da parrucchiere. Viaggio nei segreti dell'uomo più ricco d'Italia. Tra prestanome con ictus e microfilm bruciati di Francesco Bonazzi e Peter Gomez.
Eccola, la vera storia della nascita dell'impero Fininvest. riassunta in un rapporto di 120 pagine firmato dai tecnici della Banca d'Italia. Un documento per molti versi esplosivo, intitolato "Prima nota informativa sui flussi finanziari delle società denominate Holding Italiana dalla prima alla ventiduesima", arrivato nelle mani dei magistrati di Palermo nell'aprile del 1999. Ma che solo nella seconda metà del luglio di quest'anno è stato depositato agli atti del processo per concorso esterno in associazione mafiosa contro Marcello Dell'Utri. È la storia di un uomo riuscito, in quattro anni, a creare un moloch multimediale: Silvio Berlusconi. Facendo lo slalom tra prestanome, fiduciarie e tanti soldi in contanti. Con l'aggiunta di un tocco di genio della Popolare di Lodi, che nel 1991 scheda le Holding del Cavaliere, ovvero le società che controllano la Fininvest, alla voce «servizi di parrucchieri ed istituti di bellezza». La relazione commissionata dai pm di Palermo nell'ambito di un'inchiesta per riciclaggio, poi archiviata all'inizio di quest'anno, chiarisce molti interrogativi sull'origine delle fortune del Cavaliere, ma lascia spazio ancora a tante domande. Misteri che Silvio Berlusconi, lanciato verso la riconquista di Palazzo Chigi, avrà comunque modo di sciogliere definitivamente in autunno. Perché già all'inizio del processo contro Dell'Utri sia la difesa che l'accusa avevano chiesto la sua testimonianza.

NON APRITE QUELLA PORTA

 L'inchiesta inizia con un colpo di scena nel giugno del 1998, quando uomini della Direzione Investigativa Antimafia bussano alle porte della Lodi per tentare di ricostruire i movimenti sui conti delle Holding. La Popolare di Lodi è l'istituto che nel 1991 ha incorporato la Banca Rasini. Il crocevia dal quale sono passati buona parte dei primi soldi del Cavaliere e dove suo padre Luigi è stato per vent'anni l'uomo di fiducia della proprietà. Eppure, negli uffici della Lodi, quando gli ispettori chiedono notizie delle Holding, si sentono rispondere: «Quelle società non figurano tra i nostri clienti». Ma non è vero. Le Holding Italiana ci sono eccome. Solo che una mano burlona le ha censite come saloni di bellezza. I dipendenti in pensione della Rasini svelano agli investigatori che al quarto piano dell'agenzia milanese di Piazza dei Mercanti c'è un archivio dimenticato: i microfilm dei conti delle Holding stanno lì. A settembre del '98, gli investigatori si lamentano con l'ufficio legale della Lodi. E la banca fa marcia indietro: «Scusate, c'è stato un errore, abbiamo cambiato i computer e fatto qualche confusione nel censimento». I magistrati segnalano il comportamento della Popolare alla Banca d'Italia.

UN SUPERQUIZ DA 500 MILIARDI

 Tra le pagine del rapporto si rincorrono miliardi a palate. Denaro che cade a pioggia, a volte in contanti a volte con assegni circolari, per pompare liquidità nelle casse del Biscione: almeno 200 miliardi transitati sui conti delle 22 Holding tra il 1977 e il 1985, seguendo giri tortuosi. Talmente tortuosi che di ben 114 miliardi (502 di oggi), i tecnici di Bankitalia non riescono a ricostruire l'esatta provenienza. La maggioranza delle operazioni viene eseguita formalmente da due fiduciarie della Bnl, la Saf e la Servizio Italia, che operano "franco valuta". Ovvero, lasciano che i vari aumenti di capitale che la Fininvest nel corso degli anni ha eseguito attraverso le Holding vengano portati a termine dai fiducianti (Berlusconi e famiglia), senza pretendere copie dei bonifici e degli assegni. Una pratica che lascia «perplessi» anche gli ispettori Bnl inviati nel 1994 a spulciare i conti delle fiduciarie.
Formidabili quegli anni. Ma anche se mancano molte pezze contabili, un fatto è certo. Dal punto di vista finanziario, lo spartiacque tra il Berlusconi palazzinaro e il Berlusconi tycoon televisivo cade il 6 aprile del 1977. Quel giorno, la Fininvest srl aumenta il capitale da 2,5 a 10,5 miliardi. L'operazione, secondo gli esperti di Bankitalia, ha almeno due aspetti misteriosi: gli otto miliardi dell'aumento (44 miliardi al valore odierno) vengono versati in contanti e «al momento non si conosce la provenienza della somma». Il 2 dicembre, nelle casse della Fininvest srl arrivano altri 16,4 miliardi (90,8 di oggi) come «finanziamento soci». E pure in questo caso la documentazione bancaria acquisita non registra la provenienza dei fondi. Erano in contanti? E se invece erano assegni, da dove arrivava la provvista?
Questo enorme sforzo finanziario accompagna l'esplosione pubblica di Berlusconi. Proprio nel 1977, Silvio viene nominato cavaliere, compra un primo 12 per cento del "Giornale" di Montanelli e comincia a credere davvero nelle tv. Il capitale di Telemilano, che per quattro anni si era limitata a trasmettere via cavo a Milano 2, sale a mezzo miliardo. E a fine anno, Silvio arriva settimo nella classifica dei contribuenti milanesi, con 304 milioni di reddito.

IL MIRACOLO DI SANT'AMBROGIO

 Ma l'operazione che meglio riassume la raffinatezza finanziaria del cavaliere va in scena il 7 dicembre del 1978, festa di Sant'Ambrogio, quasi in contemporanea con il "Simon Boccanegra" diretto da Claudio Abbado che quell'anno apre la stagione della Scala.
Mentre dal loggione piovono gli applausi per la regia di Strehler, sui conti delle Holding e delle fiduciarie del cavaliere nella filiale di Segrate della Popolare di Abbiategrasso sembrano piovere dal nulla 17,98 miliardi (88 di oggi). Il denaro si attorciglia lungo otto giroconti (vedi illustrazione a pag. 47). Ufficialmente, il valzer parte da Fininvest Srl e finisce nelle casse di Fininvest Roma, una scatola vuota amministrata da Umberto Previti, il padre di Cesare. Il malloppo corre all'impazzata entrando e uscendo dai conti Saf, dopo un giro contabile tra Silvio e lo zio Luigi Foscale. E già che c'è, passa pure tra le Holding 1-19 all'apparente scopo di finire nella controllata Fininvest Roma srl.
Gli esperti di Bankitalia non sono riusciti a trovare il primo e l'ultimo anello della catena. Nel rapporto, le caselle "primo ordinante" e "ultimo beneficiario" vengono riempite con «XXXXXX soggetto da identificare». Come non bastasse, unico caso tra la documentazione esaminata, parte dei microfilm delle operazioni di dicembre vanno in fumo. Nella relazione si legge a pagina 16: «La banca dichiara di aver disponibili gli estratti conto delle Holding per il dicembre 1978 limitatamente a talune Holding, infatti per 13 di esse la pellicola microfilmata risulta essersi bruciata».
L'intera operazione ha due effetti importanti. Capitalizza le Holding che, con le banche, possono garantire la solidità di Fininvest e chiarire che il vero proprietario è Silvio Berlusconi, sia pure al riparo delle fiduciarie. Ma agli occhi indiscreti, ergono una vera e propria barriera di riservatezza. Il tutto, proprio nel momento in cui l'impegno nel settore televisivo aumenta di peso con l'inizio delle trasmissioni di Telemilano 58, la "mamma" di Canale 5. Anche se quel 1978 era iniziato all'insegna della segretezza, con l'iscrizione del Cavaliere alla Loggia P2 di Licio Gelli.
La Palina impazzita. Per far crescere le tv private servono sempre più capitali, difficili da reperire in un periodo di crisi immobiliare. Negli ultimi due mesi del '79, Silvio Berlusconi sembra però trovare la soluzione.
Il 19 ottobre, tramite dei prestanome, Sua Emittenza fonda una srl di nome Palina. È una società che assomiglia a una siringa monouso: vivrà solo sette mesi, concludendo un'unica operazione. Il 14 dicembre del '79, la Palina fa girare sul proprio conto corrente, aperto nella sede milanese della Popolare di Abbiategrasso, la bellezza di 27,68 miliardi (117 di oggi). Si comincia con Palina che bonifica la somma alla Saf che, a sua volta, gira i 27 miliardi e rotti alle Holding Italiana 1-5 e 18-23. Scrivono gli esperti di Bankitalia: «L'accredito Palina veniva specificatamente autorizzato dal fiduciante Silvio Berlusconi, probabilmente in considerazione dell'atipicità dell'operazione». Fatto sta che le Holding a loro volta accreditano immediatamente la somma sui conti della Fininvest, che la storna a Milano 3 srl (altra società del gruppo). Quest'ultima, a sorpresa, restituisce il tutto a Palina. L'operazione viene giudicata «priva di qualsiasi giustificazione contabile e amministrativa». Ci sono dunque 27, 68 miliardi senza un padrone? O forse la mitica Palina quei soldi non li ha mai visti?
Amilcare Ardigò, il commercialista presso la quale era domiciliata la Palina, dichiara alla Dia: «Non ho mai avuto notizia del transito di quei soldi». E spiega come la Palina non abbia mai avuto un solo documento contabile. Del resto, ad amministrarla era un settantacinquenne colpito da ictus, tale Enrico Porrà, che proprio Ardigò accompagnava in carrozzella alle assemblee. Per questo, ora il professionista si sorprende di fronte a quei 27 miliardi : «Non ho mai accompagnato in banca Porrà, un prestanome di Berlusconi, per il perfezionamento di operazioni relative a quella società».
Passano dieci giorni e tra il 24 e il 31 dicembre dello stesso anno la Fininvest riceve altri 25 miliardi dalle Holding. Anche qui i funzionari di Banca D'Italia tentano di ricostruire l'origine della maxiprovvista, ma trovano traccia solo di un versamento da 4,3 miliardi effettuato da Berlusconi in persona. E gli altri venti? Un regalo natalizio a chiudere un '79 da incorniciare? Nell'aprile di quell'anno, Berlusconi inizia a costruire Milano 3, e a settembre eccolo che crea con 4 miliardi la Cofint, compagnia finanziaria televisiva. Il 3 ottobre nasce una delle sue figliole predilette, la concessionaria Publitalia 80, con una dote di 3 miliardi. Passano pochi giorni e il mitico Mike Bongiorno presenta "I sogni nel cassetto" dagli studi di Canale 5.

LE BANCHE AI PIEDI DI RE SILVIO

 La girandola dei miliardi "franco valuta" continua nei primi anni Ottanta, anche se il più è fatto. Tra il marzo del 1981 e il maggio del 1984, le varie Holding ricevono oltre 12 miliardi, tutti rigorosamente di provenienza ignota. È vero però che il boom televisivo di Berlusconi è sotto gli occhi di tutti, tanto che a luglio del 1980 il cavaliere dichiara di aver investito già 40 miliardi nel nuovo
business mediatico. Sono gli anni ruggenti dell'amico Bettino Craxi, che dall'agosto del 1983 diventa primo ministro e guida la nazione con piglio deciso. Come d'incanto, le pricipali banche italiane fanno la fila per prestare soldi all'amico di Bettino. Dalla Centrale Rischi di Banca d'Italia, si vede che fino al 1984 il gruppo Fininvest lavorava con la Popolare di Novara, la Bnl e il Monte dei Paschi di Siena. Ma dal 1985 al 1987, Berlusconi ottiene decine di miliardi anche da Cariplo, Comit, Banca di Roma e Credito Italiano. Nulla di sorprendente: la Fininvest è ormai un colosso. Quello che stupisce è invece il duro giudizio espresso da alcuni uffici fidi. Sintomatico il caso di Efibanca, la banca d'affari del gruppo Bnl, che tra il 1982 e il 1993 presta alle società di Berlusconi ben 295 miliardi. Nel rapporto dei funzionari di Banca d'Italia, si assegna grande rilevanza al primo finanziamento da 10 miliardi concesso nel 1982 alla Cofint. Il giudizio iniziale dell'ufficio fidi di Efibanca parla «di situazione consolidata alquanto provata», che al 31 dicembre 1980 «evidenzia mezzi propri per circa 16 miliardi, contro debiti per 31». Ma a giugno, i 10 miliardi vengono puntualmente concessi. Tre anni dopo, in una relazione preparata in occasione della modifica delle garanzie offerte al primo finanziamento Cofint, i responsabili dell'ufficio fidi di Efibanca parlano di «struttura patrimoniale indebolita» e notano come a fronte di debiti certificati da Arthur Andersen nel 1983 pari a 840 miliardi, vi siano «solo notizie di stampa secondo cui il fatturato del gruppo oscillerebbe tra i 1.000 e 1.200 miliardi, senza nessun riferimento al risultato reddituale conseguito». Con una relazione di questo tono, la bocciatura dei nuovi finanziamenti sembra scontata. E invece, in margine al documento, la Dia troverà «un appunto con sigla non appurata: "relazione non esatta nella sua impostazione"».

MA QUANTI PREVITI

A Efibanca, insomma, Berlusconi ha più di un santo in paradiso. Tra i consulenti dell'istituto figurano pure l'avvocato Cesare Previti e la società Sirea (Società italiana revisione aziendale) amministrata, tra gli altri, dall'ingegner Giuseppe Previti. Cesare e Giuseppe sono figli del commercialista Umberto, amministratore unico della Fininvest sin dalla fondazione. Ma non basta. Efibanca rinuncia ben presto a chiedere ipoteche per i finanziamenti al gruppo Fininvest. Scelte sulle quali il collegio sindacale dell'istituto avrebbe potuto anche sollevare qualche dubbio. E invece va tutto bene. Del resto, anche tra i sindaci non mancavano i doppi incarichi. Antonio Berton, sindaco dal 1984 al 1994 di Bnl holding, nello stesso periodo era anche titolare della Fiduciaria Padana, un altro schermo societario utilizzato dal cavaliere per i suoi misteriosi aumenti di capitale. Sempre Berton viene nominato liquidatore della berlusconiana Cofint. Nello scorso autunno, pure la generosa Efibanca viene rilevata dalla solita Popolare di Lodi. Una storia a lieto fine. In attesa che un errore dei computer trasformi anche loro, i grigi ragionieri dell'ufficio fidi, in abili coiffeur.

tratto da http://hermes.mfn.unipmn.it/~fantom/Docs/perizia_bancaditalia.htm

da L'Espresso http://www.espressoedit.kataweb.it/

grazie molte a tutti i siti da cui ho preso queste informazioni.



indice ultime notizie || indice || english home page || vrml || ricerca || Visual basic || Spazio web || links || cartoline || chat || flash || musica || videogiochi || note || video || arte || videogiochini || donazioni

menu
                                       E-mail - Indice - chat
Cerca