Piccola storia del movimento anarchico
Programma anarchico (E.Malatesta 1919)
Piccola cronologia del movimento anarchico
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Repressione
Introduzione
Spesso si legge un uso improprio della parola anarchia, per indicare ad esempio la situazione politica della Somalia, in Somalia da alcuni anni non esiste più uno stato centrale ma degli stati regionali in guerra fra loro, gli stati regionali sono comunque dittature e stati militaristi che obbligano i propri cittadini a combattere e morire in guerra(negli ultimi tempi la situazione forse sta migliorando).
Anche quindi se non c'era uno stato centrale, c'erano vari stati estremamente autoritari e quindi è molto inesatto usare il termine anarchia.
Questo termine diventa ancora più inesatto nel momento in cui esiste in tutto il mondo un movimento che si definisce anarchico e che lotta in prima linea per la pace nel mondo, se un anarchico vivesse in Somalia proverebbe comunque a disertare l'esercito, a portare la pace e a combattere contro tutti i generali e governanti che vogliono imporre la guerra alle popolazioni, inoltre anarchici in tutto il mondo manifestano e scrivono a favore della pace in tutte le nazioni, compresa la Somalia.
Oltretutto questo movimento non esiste da 5 anni ma almeno da 140 anni, senza includere tutti i movimenti precedenti di cui non si ha memoria storica o che non si definivano anarchici ma di fatto lottavano contro l'autorità degli stati a favore di una società senza un potere centrale che governi il popolo.
Anche la parola democrazia che deriva dal greco demos = popolo e Cratos = potere e sta ad indicare una forma di governo ove vige la sovranità del popolo, potrebbe significare in senzo stretto anarchia, in quanto la società anarchica è l'unica che relamente permette al popolo di esercitare il suo potere.
Anarchia non vuol dire mancanza di organizzazione sociale per la quale si usa la parola nichilismo, ma vuol dire una organizzazione sociale in cui il popolo esercita il potere direttamente senza delegarlo ad un organizzazione centrale che comanda.
Una società anarchica è quella in cui delle piccole assemblee aperte a tutti prendono le decisioni che riguardano la collettività, salvaguardando comunque la libertà degli individui.
Queste piccole assemblee sono coordinate a vari livelli con le altre assemblee locali fino a livello globale.
Il potere quindi viene esercitato dal popolo direttamente e non attraverso rappresentanti eletti a maggioranza.
La democrazia rappresentativa come per esempio quella che governa in Italia mostra in continuazione tutti i suoi limiti:
1) Chi possiede i mezzi di comunicazione vince (vedi Berlusconi e le sue 3 tv, e i suoi 1000000..... manifesti).
2) Si sceglie tra il male e il peggio ( Berlusconi e l'intervento militare in irak o Prodi e l'intervento militare in Jugoslavia?)
3) Le decisioni vengono prese in maniera occulta (Quello che la stampa rivela sulle intenzioni dei politici non è assolutamente quello che succede, una volta eletti comincia il gioco di tangenti, corruzione, tentativi di colpi autoritari, società occulte)
4)......
Nonostante sia meglio della dittatura o della monarchia, in cui il potere popolare è compleamente ignorato, la democrazia rappresentativa potrebbe essere vista come una forma leggera di dittatura in cui il potere centrale trova delle mediazioni con il potere popolare perchè gli sarebbe impossibile non farlo.
Quello che avviene è che il popolo deve in continuazione lottare per rifiutare le imposizioni del potere centrale altrimenti in poco tempo si affermerebbe una dittatura.
Da un punto di vista economico, l'idea anarchica è a favore della colletivizzazione dei mezzi di produzione, quindi delle industrie, dei latifondi, e di tutti i patrimoni giganteschi che ora sono in mano a pochi.
Gli operai e gli ingegneri hanno costruito le industrie e le hanno fatte produrre, perchè dovrebbero accettare che un padrone prenda da solo gran parte del reddito prodotto? perchè dovrebbero accettare che il padrone imponga loro cosa e come è giusto produrre e che rivenda il prodotto a prezzi molto maggiori di quello che è stato il costo di produzione?
Levare i padroni dal ciclo produttivo significherebbe produrre prodotti migliori a prezzi più bassi, fare lavorare meno ore operai e ingegneri con stipendi più alti
Cosa deve essere prodotto puo essere deciso da assemblee popolari insieme a tecnici specializzati come anche la coordinazione del ciclo produttivo.
Sicuramente questo metodo di produzione assicurerebbe a tutti i bisogni minimi come la casa, cibo, sanità, trasporti, ecc.. e ai buoni lavoratori una serie di lussi.
Inoltre non seguendo la logica del profitto ma quella dell'autogestione popolare i prodotti sarebbero molto più utili e di qualità.
Il limite dell' idea anarchica è quello di non essere mai riuscita a trovare una realizzazione pratica, non perchè sia un idea astratta o perchè il popolo non sia capace di auto governarsi tramite assemblee, ma perchè tutte le attuazioni pratiche del modello di società anarchico sono state attaccate in maniera estrememente violenta dai monarchi, dittatori e generali dell'epoca e quindi hanno dovuto impegnare tutte le loro energie a difendersi finchè non sono state definitivamente invase.
Il merito dell' idea anarchica è stato quello di riuscire a migliorare molto il mondo in cui viviamo, di riuscire o provare a fermare dittature, colonialismo, imperialismo, guerra, sfruttamento economico e tutti quei fenomeni politici in cui il potere del popolo veniva calpestato e ignorato.
E' molto probabile che dobbiamo ringraziare quella massa di anarchici che hanno lottato contro tutti gli stati se oggi non ci tocca (almeno in Italia) di morire in guerra o dovere lavorare 12 ore al giorno per uno stipendio da fame o di subire una serie di altre imposizioni assurde.
Anche gli anarchici hanno avuto le loro contraddizioni e possono avere causato qualche problema ma di fronte ai disastri causati direttamente da dittature o monarchie o democrazie rappresentive mi sembra che queste contraddizioni e problemi realmente scompaiano.
Anche al giorno d'oggi gli anarchici continuano la loro lotta in molti campi, per esempio il sindacalismo di base, l'antimilitarismo, l'ecologia, il movimento per il software libero, gli hacker, i movimenti pacifisti e anti-imperialisti, i centri sociali, le case occupate, i punk, gli hippy, gli animalisti, ecc.. ecc..
Non tutti quelli che portano avanti queste battaglie fanno parte del movimento anarchico o si definiscono anarchici ma la partecipazione degli anarchici è molto attiva, anche il movimento anarchico stesso è suddiviso in molte aree di pensiero e organizzazioni fino alle differenze individuali.
Chissà se un giorno potremo vivere in una società anarchica....
Il cittadino anarchico e il semaforo rosso.
Ci saranno i semafori nell'anarchia? o i cittadini potranno sfrecciare agli incroci rischiando la propria e l'altrui vita?
A parte la risposta più ovvia.. perchè uno dovrebbe essere così stupido da rischiare la sua vita e quella di qualcun altro per arrivare 2 minuti prima a destinazione?
Il primo istinto umano è quello della sopravvivenza, e non c'è alcun istinto all'omicidio o ad attaccare qualcuno se non quello di estrema difesa legato alla sopravvivenza, ci stanno comunque alcuni pazzi in questa società che possono fare un gesto così stupido, e bisognerebbe allora chiedersi perchè si puo arrivare a desiderare di morire e uccidere..
Ci sta un istinto adolescenziale o giovanile a mettersi alla prova in situazioni estreme per testare la propria forza, riflessi e sangue freddo, ma in genere passa con l'età ed è in qualche modo solo una simulazione di situazioni estreme su cui si mantiene comunque il controllo e non sono nocive ne a se stessi ne agli altri.
Probabilmente la risposta puo essere trovata nell' infelicità generalizzata e nel vuoto di valori di una cultura di massa che propone ogni sera un film in cui ci sono almeno 200 morti uccisi dall'eroe, anche i giornali tendono a dare un'immagine di una società da cronaca nera distorcendo la percezione della realtà sulla comunità in cui si vive, i fattori che influenzano la violenza possono essere molti, la cultura di massa non è neanche il maggiore, un fattore sicuramente importante puo essere la ricchezza spropositata di alcuni individui e la povertà di molti altri e i modelli di vita basati sul consumo che vengono imposti dalle pubblicità.
Io sono assolutamente contro la censura ma la violenza della cultura di massa è vermente ossessiva, tutti quei film senza alcun valore artistico che non fanno altro che parlare di criminali e poliziotti che si ammazzano e si sbudellano, come anche è ossessiva la pubblicità che ogni sera ti ripete 200 volte che puoi essere felice solo comprandoti una o l'altra cazzata mentre non hai i soldi per farlo, come anche le telenovele lagnose a 30000 puntate, come anche lo stesso video musicale 500 volte al giorno che poi ti rimbomba nella testa mentre dormi...
Ci sono tanti bravi artisti al mondo che non hanno la possibilità di esprimersi, mentre persone ispirate solo dal profitto e dall'autorità comunicano alla massa i loro messaggi.....
Spesso la parola anarchia porta alla mente una società violenta e senza regole in cui il più forte o pazzo vince o mette a rischio la vita sua e degli altri.
Penso che nelle società anti-autoritarie il livello di violenza e crimine quasi scomparirebbe, al di la delle regole o non regole, la maggior parte dei crimini vengono comunque commessi per motivi di avidità, e questo è dovuto in gran parte alla miseria, all'eccessiva ricchezza di alcuni individui e ad un modello di vita dettato dalle pubblicità che porta alla competizione violenta per il possesso..
Comunque sia poi i crimini violenti che una società puo produrre sono sempre inferiori a quelli che puo produrre uno stato centrale e tutte le sue diramazioni autoritarie nella società.
In una società in cui comunque a tutti fossero garantiti i bisogni essenziali, non ci fossero persone eccessivamente ricche, la cultura di massa non fosse basata sul profitto ma fosse orizzontale e democratica i presupposti per la maggior parte dei crimini verrebbero a mancare.
La società anarchica inoltre garantisce più socialità tra gli individui, più tempo libero, un maggiore divertimento e benessere rimediando alle situazioni di profonda infelicità e solitudine degli individui che possono portare all' autodistruzione o alla violenza.
L'ideale sarebbe arrivare ad una società che non ha regole perchè non ne ha bisogno, ma nel frattempo una comunità potrebbe darsi delle regole a seconda delle necessità.
Una società anarchica non è una società senza regole, solo che le regole vengono decise da un assemblea aperta della comunità dove si vive e non da uno stato centrale.
Questo significa che le regole saranno sicuramente più sagge, più improntate alle reali esigenze dei cittadini e alla vita di comunità, sarà molto più facile per i cittadini protestare di fronte a regole ingiuste o richiedere all' assemblea nuove regole dove esse manchino.
La definizione di criminale anche puo variare molto, per la definizione dello stato ogni anarchico è assimilabile a un criminale perchè rifiuta la legge dello stato, ma qui non si vuole utilizzare affatto quella definizione, qui per criminale si intende una persona che utilizza la violenza o l'autorità per nuocere agli altri e sottometterli, inclusi i criminali con la divisa da poliziotto, giudici, presidenti del consiglio e altri .
Un anarchico che rifiuta giustamente le imposizioni dello stato, per esempio disertando l'esercito e il servizio civile, non è affatto un criminale, è una persona che non nuoce agli altri, anzi si impegna per migliorare le condizioni di vita degli altri e renderli più liberi.
La violenza è sempre sbagliata, tuttavia la storia e la realtà ci insegnano che non sempre la pace arriva dalla non-violenza ed il dialogo, in molte occasioni, in cui si ha di fronte un nemico che attacca violentemente e non accetta il dialogo, la pace puo venire da un bilanciamento della violenza, quindi da una difesa anche violenta dei propri diritti.
In una situazione di assenza di libertà non si puo fare la cosa giusta, è sbagliato reagire violentemente ma è ancora più sbagliato subire le imposizioni di chi priva noi e molte altre persone della libertà senza reagire.
Il dialogo è la prima via, se non è percorribile allora viene la disobbidienza, se anche la disobbidienza non è praticabile allora rimane solo la violenza come metodo di liberazione.
Sicuramente la libertà non puo essere imposta, quindi qualora si ricorresse alla violenza questa sarà necessariamente indirizzata direttamente solo a chi ci priva della libertà e ci attacca violentemente, inoltre non si puo mettersi allo stesso livello di violenza del nemico rischiando di diventare uguale a lui, ogni gesto violento di difesa deve essere razionale e fare il minor danno possibile ed essere comunque teso a fare diminuire lo scontro perchè è solo dal dialogo e dalla pace che puo nascere una società realmente libera.
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